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日志


11月19日

You know I won't repent for all...

...specialmente di questo.
 
Le cose devono avere un motivo. Altrimenti è più facile che risultino sbagliate. O che non ci interessino.
Io agisco nel mio interesse.
Forse sembrerò priva di qualsiasi legge morale Kantiana? Poco importa. Perché per me una legge morale non esiste.
Il mondo va dove decide di andare il mondo.
Nessuno è uguale all'altro, ci dicono.
Siamo tutti uguali, ci dicono.
Chi ha realmente ragione? Quale affermazione è giusta? Entrambe? Nessuna? La Prima? O forse la Seconda?
Per questo non può esistere legge morale oggettiva.
E a chi importa veramente? A me? A voi? A Qualcuno?
 
Io agisco nel mio interesse, e forse la mia lettera è la K.
L'egoista. O il falso egoista. I cui voti eccezionali non bastano.
Anche questo deve avere un motivo. Ed i voti eccezionali quale motivo hanno se non l'autocelebrazione?
 
Agisco nel mio interesse, e l'autocelebrazione non m'interessa.
La considero una farsa inutile: in fondo, porta quale vantaggio?
 
Agisco per mio interesse e continuerò.
 
Ah, questo sì che è un punto di vista davvero interessante!
11月11日

Frappè di Frutta

 
Corse lungo il vialetto. Poi in strada. Ed oltre quella.
E mentre pensava a come avrebbe fatto ad arrivare in tempo a lavoro, pensò anche che non aveva il tempo nemmeno di pensare. Agire. Correre. Subito. Accompagnata dalla musica martellante, ritmica, ad un volume impazzito che le scoppiave nelle orecchie arrivando a coprire anche il suono stesso dei suoi passi. Il cappotto si gonfiava alle sue spalle come se fosse stato la vela di una nave d'altri tempi. Sbatteva, condotto nel suo folle moto dall'ostacolo dell'aria. Sebbene sentisse il vento freddo sferzarle il volto, non l'aveva abbottonato. Non ne aveva il tempo. E comunque, la corsa scaldò i muscoli quanto bastava; la musica il cuore, infiammandolo di quelle passioni che i filosofi negano e che i poeti servono. Solo il volto è avvolto dal gelo laddove è il vento che lo taglia, che lo schiaffeggia.
Arrivò al supermercato dopo un po', ma arrivò. Forse ce l'avrebbe fatta a fare in tempo.
Consultò la lista che stringeva in mano, stropicciata, un fogliettino di carta strappato da chissà quale rivista. Le parole, scritte in piccolo nella calligrafia di sua madre sembravano quasi recitare una poesia. "Reparto frutta, pere e mele un chilo. E banane. Quattro". Una poesia, oppure un telegramma. "Reparto frutta stop pere e mele stop un chilo". Ad ogni modo, raggiunse il reparto frutta sfrecciando fra i corridoi stracolmi di prodotti di ogni tipo. O meglio: il tipo è lo stesso. Ciò che cambia è solo il nome, uno più strano e singolare dell'altro, partorito da chissà quale genio oscuro.
Non c'era molta gente a quell'ora. Solo pochi solitari e alcuni ritardatari. Schivò chi restava impalato al centro dei corridoi come colto da strane illuminazioni mormorando - o forse urlando - scuse affrettate mentre già voltava l'angolo. Riempì i sacchetti di carta con i frutti, troppo frettolosa perfino per decidere quale avesse un'aspetto migliore degli altri. In quel momento, sopraffatta dalla musica, il ticchettante suono di un orologio inesistente le toglieva la calma.
Imbracciò i sacchetti e si preparò a fare il percorso inverso, ancora più di fretta. Ancora più distratta. Dalla musica. Dal ticchettio che sentiva nel cervello farsi sempre più frenetico. Maurice mi ammazza!
Svoltò un angolo e un'impedimento la fece sbalzare all'indietro. Perse la presa sui sacchetti e la coscienza della forza di gravità per qualche secondo. Finché un dolore più forte del ticchettio e della musica messi insieme le diede coscienza, se non altro, del pavimento freddo. Si concedette il tempo di imprecare sottovoce, oppure no, ancora non riusciva a sentirsi. Il ragazzo davanti a lei, quello che le era venuto addosso, muoveva le labbra senza emettere suono. Per un secondo, riuscì a distinguere chiaramente solo il pavimento sotto di sé e l'espressione insieme stupita, divertita e leggermente irritata del tizio.
Un attimo dopo, questi le strappava le cuffie, riportandola dolorosamente alla realtà.
<...tresti anche degnarti di assicurarti che non ci siano persone in giro, prima di partire in quarta!> stava dicendo. <O almeno toglierti le cuffie quando vai al supermercato>.
Era piuttosto confusa. <Come prego?>. Il suono delle voci sembravano vagamente remote, come fossero molto distanti. Prima fra tutte la sua stessa voce, che in una situazione normale non sarebbe stata comunque altissima.
<Ma sei diventata sorda? Non mi stupirebbe, con un volume così alto. Forza, alzati>. Le tese la mano.
Mano che lei non afferrò. Si alzò però in piedi facendo leva sulle sue gambe, con le sue sole forze. E la mano tornò a pendergli sul fianco. <Tutto bene?> le chiese.
Non rispose, semplicemente, si esibì in un distratto cenno d'assenso. <Sei per caso il figlio dei Doyle?... Dave, se non sbaglio?>
<Veramente è Jake. E tu sei la figlia dei Baker>
<Si. Giusto... Jake>
<Bene, almeno mi credi>. Si chiò a raccogliere delle mele sparse sul pavimento. Fu sufficiente a ricordarle che avrebbe dovuto fare lo stesso anche lei. Ne raccolse un paio, riponendole di nuovo in uno dei sacchetti di carta recuperati. <Posso pensarci io> gli disse. Questo lo fece scoppiare a ridere tanto forte da offenderla: <Perché ridi?> gli rivolse scontrosa.
<Pensavo che se avessi una tale calamità naturale come figlia, mi guarderei dal farla uscire di casa da sola> rispose completamente noncurante.
Questo la innervosì ancora più del suo sorrisetto. Gli strappò di mano la mela che le stava cedendo. <Ma che simpatico!> esclamò.
<Oh, mi trovi simpatico?>
<No>. Raccolse il resto delle mele e cominciò a raccogliere le pere che inondavano di un mare verde il centro del corridoio. Il suo scopo, con quelle affermazioni, era quello di restituire l'offesa... tuttavia, l'unica cosa che ne ricavò, fu solo il nervosismo che provò alla sua nuova ondata di risate, che la costrinse ad allontanarsi di qualche passo per non cadere nell'impulso di urlargli contro. Impulso cui avrebbe voluto cedere, magari decorandolo con qualche istinto violento, tuttavia, pensò che forse avrebbe soltanto scaturito altra ilarità da parte sua: riusciva a notare i muscoli sotto gli abiti. Probabilmente, non lo avrebbe nemmeno scalfito.
<Comunque> cominciò di nuovo Jake, <perché tanta fretta?>.
D'un tratto si ricordò. E quasi le si fermò il cuore nel petto. Giusto: non l'avrebbe nemmeno incrociato se non avesse corso per la fretta di arrivare in tempo da... <Maurice!>. Questo pensiero la spinse a darsi una mossa nel recupero dei frutti. Afferrò una peradietro l'altra con la destra, passandone una alla volta alla sinistra e lanciarla poi nel sacchetto accanto a sé. Tiri brevi e precisi.
<E chi sarebbe?> domandò, prendendo da terra un paio di frutti ed osservarli quasi come se ne fosse attratto <Il tuo fidanzato?>.
<E' il mio capo!> rispose seccata. Tese poi la mano verso di lui. <Le mie pere> intimò.
<Direi che potrebbe essere... non so, una quarta?>
<Intendevo, quelle pere! Non farmi perdere tempo!>
<Ah, queste?>.
Altre risate, ed anche le pere furono raccolte. Mancava solo... <Jake dove l'hai messa?> il tono acido, stanco, nervoso.
L'altro alzò lo sguardo al soffitto, indossando l'espressione del finto tonto. <Non so di che parli>
<C'erano quattro banane prima dello scontro. Ora ce ne sono tre. Dov'è finita l'altra?>
<Non ne ho la minima idea>
A quel punto, l'impulso superò la ragione. E scattò. <DEVO ANDARE A LAVOROOOOOOO!>. Gi afferrò con entrambe le mani il colletto della camicia sprizzando rabbia da tutti i pori. Le stava solo facendo perdere tempo inutilmente: dopotutto Maurice se la sarebbe presa con lei, solo con lei. Non con Jake. Non con sua madre, che si era presentata con la lista delle commissioni all'ultimo momento. <Te lo ripeto una sola volta ancora: dammi quella banana!>
Un colpetto di tosse sopra la sua testa distolse la sua attenzione da Jake. Un'anziana signora li osservava contrita dall'alto, una maschera di rughe il volto, la borsetta tenuta stretta al petto con due mani. <Giovanotto...> cominciò a dire, incerta <questa ragazza la sta forse importunando?>.
Per un istante, gli sguardi di Jake e Will s'incrociarono, perplessi. E fu Jake a parlare subito dopo: <Be', forse non avrei dovuto fare commenti sulle pere della signorina>.

10月15日

...rumore

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Silenzio!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
10月8日

Non si tratta di aforismi

 
"...che poi non è affatto vero che quando si studia un nudo,
immancabilmente si perde anche il proprio senso del pudore.
Caso mai è nel pensarci con malizia che quindi lo si perde.
Perché il pensare e lo studiare sono due cose completamente differenti:
nel primo caso, è la mente che tortura l'individuo con immagini
che immancabilmente finiscono per collimare nella malizia,
la quale porta il soggetto a perdere se stesso in codesti pensieri
che stenta a reprimere, con l'unico effetto di renderli più forti,
questi pensieri, questa malizia;
nel secondo si fa fronte a quello che è la realtà, quello che vuole esprimere,
quello che vuole sottolineare: si tratta della bellezza della natura, e
la natura, in quanto tale non crea né accentua malizia che già non
esista nell'uomo torturato dalla sua irrefrenabile passione sensuale."
 
10月6日

Favole e Scienza

"
C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese lntano, una principessa di nome Genoveffa. Costei, passava tutte le sue giornate guardando dalla finestra piangendo e pregando. Guardava dalla finestra le coppie felici scambiarsi amorevoli effusioni; piangeva perché pensava, guardandoli, che avrebbe voluto anche lei qualche bel principe da amare; pregava la Madre e la Vergine affinché esaudissero il suo desiderio di trovarlo. Purtroppo, ed a corti tutti lo sapevano, non c'erano rimasti principi: erano tutti andati a cercar moglie nelle corti dei nobili di più alto rango e per lei, la piccola principessa sola, erano rimasti soltanto gli uomini brutti, villani e rozzi delle famiglie nobili di rango più basso.
Disperata, la principessa Genoveffa fuggì dall'ultimo pretendente che le si era presentato al suo cospetto ed arrivò ad una sorgente di acqua pura, che in una piccola cascata, alimentava il fiume che costeggiava la vallata in cui viveva. Qui, pianse ancora e pregò con più fervore, specchiandosi in quelle acque limpide e pure come il suo cuore di fanciulla.
<Ti prego, dio dai sette volti. Ti prego Madre, ti prego Vergine. Esaudite la mia richiesta!>.
All'istante, comparve una donna vestita di stracci. <Tu ci chiami, bambina, dicci, cosa desideri così ardentemente?>.
<Vorrei trovare l'anima gemella> confessò.
<Ed ecco, io ti dico: torna a casa e siedi alla fontana del chiostro del tuo castello. Lì troverai quello che cerchi per fermare le tue lacrime>>.
La principessa ubbidì: tornò al suo castello, andò al chiostro e sedette al bordo della fontana. Ma non vi trovò nulla. All'istante, cominciò a piangere di nuovo, convinta che il dio dai sette volti l'avesse ingannata. Come in risposta alle sue lacrime, un rospo prese a gracidare furiosamente.
<Croak croak!!>.
<Oh, scusa, piccolo ranocchio... piango, perché non ho nessuno da amare!>.
Il ranocchio gracidò ancora, concitato. Come se volesse farsi avanti in una specie di proposta.
<Tu? Ma sei solo un ranocchio. Non posso sposare un ranocchio... ma forse puoi diventare mio amico!> La principessa fu così entusiasta dell'idea, che subito, per ringraziarlo, baciò il ranocchio. Ed un attimo dopo, il ranocchio divenne uno splendido principe. Così i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti da principe e principessa.
"
 
Stopstopstop.
Che cosa leggo? Domanda ovvia: è una mia versione sintetica e reinterpretata del "principe ranocchio" (a proposito, è una favola dei fratelli Grimm, se siete interessati), ma il punto non è questo...
Cercate di collegare le cose: principessa triste, visioni eteree... RANOCCHIO!
Non vi ricorda qualcosa? Vi rinfresco la memoria.
Alcune specie di rane (e piante, circa il 40% delle famiglie), producono alcaloidi. Ovvero sostanze tossiche, che sostanzialmente servono per tenere lontani i predatori. Autodifesa per la rana (o la pianta) in questione... ma... per l'uomo? Be', può essere una sostanza sia dannosa che salutare, dipende dalle dosi di cui si fa uso. E dopotutto, ne facciamo largo uso nel nostro vivere quotidianamente. Basti pensare alla caffeina, una sostanza che crea dipendenza, eppure che aiuta la digestione e stimola il sistema nervoso centrale nonché la frequenza cardiaca.
Ebbene, viene tutto da qui. Ma la cosa che volevo sottolineare (e che, mentre pensavo alla favola, mi ha lasciato molto perplessa) è che della cosiddetta "famigliola felice" degli alcaloidi, fa parte anche l'oppio. Ora, se vi stupivate da piccoli del fatto che la principessa, una volta baciato il ranocchio, vedesse il principe... be'... ecco spiegato il mistero!
Come vedete, anche le comuni favole nascondono molto più di quello che sembra.
 
 

 

Sembra!
...ma non è.
10月4日

Sembra! ...ma non è.

 
Allora. Quel che sto per raccontare non sarà forse la spiegazione di una nuova chimica per la cura del cancro, o una trattazione politico-economica dell'Italia o del mondo (chi mi conosce, sa che non ne faccio mai, tranne quando si parla con una persona con cui è impossibile evitare l'argomento), non mi sono messa ad esplorare i fondli marini del Triangolo delle Bermude con Voyager, nè da sola.
Ma allora che sarà? Erba Mobile. Ricordate vagamente cos'è, vero? Temo di averne già parlato, ma, per richiamare quell'immagine, vi faccio presente che per erba mobile intendo quella palla di arbusti che rotola sempre sullo sfondo di una sfida tra cowboys. Ed in questo momento, percorre la lunghezza del mio pensiero. Motivazioni particolari, nessuna. C'è solo da dire che, prima o poi, arriva quella serata in cui non vuoi pensare a nulla. Che immagini però tante di quelle cavolate farci un quadro surrealista. Giorni in cui la debolezza del pensiero impedisce alla mano di reggere una penna - o nel mio caso una matita; o semplicemente impone ai tuoi occhi di chiudersi nei momenti poco opportuni.
Erba Mobile.
Una di quelle idee surrealiste di cui parlavo prima, sono i Grimaldelli. Piccoli esseri in forma umana, alti più o meno, chessò?, un centimetro e mezzo, il cui scopo è quello di rubare a noi uomini e donne qualsiasi cosa loro serva. Per esempio: a loro serve un telecomando? Questo sparisce. Un mazzo di chiavi? Puff! Svanito. "Lineamenti di Matematica. Analisi e Calcolo Combinatorio"? Ancora mi chiedo come abbiano fatto a fottersi (=rubare) un mattone del genere. Cioè, mi viene spontaneo chiedermi, come mai, un libro del genere, possa guardarti dall'alto della tua libreria così placido, così sbracato su quella mensola a grattarsi la copertina e ruttare senza chiedere scusa al vicino, e misteriosamente, appena questo ti serve PER LA PRIMA VOLTA, possa svanire nel nulla senza essere visto. E dire che non è nemmeno l'unico caso: il libro di inglese... "Only Connect 2", svanito nel nulla anche questo.
Da qui i Grimaldelli. Più odiosi e dispettosi dei Lepricani. Più infami di ogni essere su questa terra. Mi stanno facendo innervosire. E quel che è il colmo, è che sono frutto della mia immaginazione. Da qui, il sillogismo: se il sogno mi fa innervosire, ed il sogno nasce dalla mia immaginazione, allora anche la mia immaginazione mi fa innervosire. Una logica che mi farebbe venir voglia di cercare colui che l'ha messa in mezzo per primo, in modo da poterlo squartare con le mie sole urla: l'uomo e il mondo non sono così semplici da poterli catalogare in semplici schemi! Esistono le eccezioni, non diciamo cavolate... la mia immaginazione non mi innervosisce fuorché in alcune circostanze. Casi sporadici. Che in scienze non fanno una Legge. Non è come la matematica in cui esiste la "proprietà transitiva".
Oggi è la terza volta che faccio riferimento alle materie scientifiche, per spiegare un concetto. Si potrebbe azzardare l'ipotesi che mi ci stia appassionando? No. Non credo, nonostante sia ancora nulla quello che abbiamo avuto modo di fare in questi giorni a scuola.
A proposito, la scuola. Se lo stomaco di qualcuno che sta leggendo queste righe, sta reggendo splendidamente, chiedo a costoro: capita solo qui a Napoli che gli elenchi dei libri sono errati? Codici di libri diversi; codici di libri degli anni passati, in un percorso di "devozione" quasi totale verso quel tomo A del secondo anno di liceo ce ha fatto storia. Oh mia gotta... ma è cosa, questa? E questo, non è un sogno surrealista, ma la vera e propria verità. Per cui... direi che fra me e mio fratello (che doveva comprare 4 libri soltanto, poiché gli altri furono miei, e 2 di questi in elenco avevano titoli e codici errati) sono un centinaio di eurI che i miei genitori non si possono far rimborsare, poiché la Cartolibreria - non posso dire se a torto o ragione - non fa rimborso, perché effettivamente ci ha procurato i libri in elenco. E fanculo. Comincio a maturare l'idea che le persone incaricate di sistemare 'sti elenchi, siano amici stretti della Grappa & co. Altra soluzione... io non ce la vedo.
Ed oltre a non vedere, non odoro. Il raffreddore, da Giugno ancora non passa. E io mi sto decisamente rompendo le scatole. E' una cosa che da fastidio. Punto. Oltre che essere stranissima in sé. Mah. Staremo a vedere se l'"Acqua di Sirmione" mi farà qualche effetto "miracoloso", dove con "Acqua di Sirmione" si intende una boccetta piena d'acqua sulfurea, da spruzzare nel setto nasale. Un odore nauseabondo. Se non perdo l'olfatto, ci odoriamo poi - come disse la Puzzola al Tasso. La faccia del Tasso: T^T. Insomma, la mia stessa nel calcolare 200ePassa euro per il biglietto per Berlino (Weihnachten 09) più 312 euro da dividere per 2 di alloggio a Potsdam, più altri soldi per i mezzi e i pasti non inclusi nel prezzo. Senza contare altre visite che richiedono un pagamento exstra. Quanto potra venire a fare? Uhm... preferisco non rispondermi ancora. Piuttosto... sto pensando che sbarcherò ad Amsterdam per l'"obbligatorio" scalo. Il pensiero di (probabilmente) essere lì... e poterla guardare solo dalle porte di vetro dell'aereoporto, mi strugge. Non so come farò a ripartire, poi... con Vincent che mi chiama e mi dice "Rose, vieni da me!". Be'... si vedrà, anche se, Vincent, sai che il mio cuore è sempre con te. Ah! Se solo fossi nata nel 1853, a Groot-Zundert, non ti saresti mai suicidato e avresti vissuto felice. Se non altro tranquilla, almeno sapendo che c'era un'altro artista pazzo a starti dietro. Mi immagino le liti... che risate!
Risate. Già. Tante. Almeno in questi giorni. Dai biscotti dall'impasto in "farina finissima". A Pollon e il suo "magico Talco". A Blair, Luke e lo sfigato Hiroshi. Lilyth e William. Angelus Weikenham ed Alexander. E i miei Lycans: Helèna, Evèlien, Ariel, Friederich, Evik e Fenhir.
E non ci avrete capito un piffero... ma sarebbero cose troppo lunghe da spiegare. E mi cadono le palpebre. Quindi vado a dormire.
 
E ricordate, sempre e comunque che...
 
Sembra!
...ma non è.
9月21日

Simpatiche Conversazioni

 
A.: "Io sarò un magistrato formidabile".
C.: "Io sarò il capo di un'azienda multimilionaria".
L.: "Il sarò il primario di un famoso ospedale".
M.: "Io diventerò ingegnere aereospaziale".
Gi.: "Io farò il fisioterapista del Napoli!"
Gu.: "Io farò concorrenza ad Altervista".
R.: "Io sarò una scenografa rinomata".
. . .
A: "Io troverò lavoro come  bidello con C.
 L. pulirà i cessi degli ospedali,
M. sarà operatore ecologico,
Gi. farà lo spazzino,
Gu. acchiapperà le ragazze per i bordelli
e R. sarà quella che stacca i biglietti a teatro".
 
Vi ringrazio per aver scherzato con me riguardo uno degli argomenti più spinosi che
potranno mai esistere. Lo dico da ora: che possiate realizzare tutti i vostri progetti :)
9月19日

Werr ma cigs?

Premessa: la settimana è volata. Ed ora, tutt'al più posso dire che manca una settimana in meno alla fine di tutto. Già, perché sto già pensando a quanto manca per finire, ma per una ragione stupidissima: sono nove mesi. Se devo mettermi a pensare alla lunghezza di questi nove mesi... perdo la testa. Perché... mah. Dopo cinque anni direi che uno ne ha anche abbastanza. E mentre nei paesi nordici, uno (o anche una) sta già facendo cose diverse... noi siamo punto ed accapo. Altro anno, altre storie. Tutt'al più identiche tra bisticci, problemi vari, difficoltà ed anche "simpatiche situazioni" che possono essere più o meno semplici e momenti in cui, chi costretto chi no, decide di sopprimere i piccoli piani di vendetta e ripicche varie. Per cui: diciamo che parlare di questo mi interessa al 20%. Ne parlo per non evitarlo. Ma non provate a cercare fra le righe dell'"astio", o addirittura dell'"ansia", perché non ne troverete. Ed anzi, sembrano più i nostri professori in ansia che non io (il che mi lascia perplessa). Si tratta solo di una specie di relazione. Punto.
 
Ed ora apro la questione, facendo una semplice domanda.
Ecco la Domanda: siamo ancora un Liceo Scientifico?
Potrà sembrarvi sciocca come domanda. Magari anche vagamente offensiva. Ma se mi lasciate spiegare (cosa che sto per fare) forse riuscirete anche a capire dove voglio andare a parare.
Hem Hem. Minuto di raccoglimento. Ecco: negli ultimi tempi ho registrato un notevole traffico di studenti-professori, per cui... alcuni studenti di altri indirizzi sono passati allo Scientifico e viceversa; alcuni professori di altri indirizzi sono passati allo Scientifico e viceversa. Noi stessi (parlo della mia classe), abbiamo alcuni profs del Pedagogico. Mio fratello anche (almeno così mi sembra, visto che lui - camperà 100 anni per questo! - preferisce non memorizzare nemmeno le faccie dei profs. Sarebbe troppo anche chiedergli un nome, figuriamoci il resto). Ecco perché la domanda.
Ma okay. Tanto una laurea è una laurea. O forse no? Ancora non riesco a capirlo.
Bene. Cioè, male. "Bene" è solo un... come si suol dire "un luogo comune".
Comunque... le nuove proffole: prof di mate e prof di storia dell'arte, senza contare lo scoppio di Antignani in tutte le scienze (O_o non che mi dispiaccia, perché effettivamente è una brava professoressa).
Partiamo con la prof di matematica. E qui mi voglio. Ammetto che al primo giorno (e soprattutto il secondo) l'ho detestata. Perché in un quinto liceo non puoi andare a spiegare "il falso sistema". Già perché la Ruotolo al terzo anno, se rimembrate, ci disse che si chiamava "falso sistema". Ed io così ricordo, poiché credo che la Ruotolo, che era si un po' fissata col dovere e riusciva a spiegare un intero anno di studi matematici in due ore, era brava nel suo lavoro. E si vedeva che le piacevano la fisica e soprattutto la matematica. Quasi le brillavano gli occhi ogni volta che spiegava qualcosa. Ed è vero che correva... ma credo che quando si è freschi di università, un po' si tende a correre con le spiegazioni. E poi... non so. Era la sua ingenuità, forse, che mi rimarrà più impressa. O almeno, quello che mi è parso essere ingenuità. La sua ingenuità ed anche quella volta in cui ci disse: "Vado dieci minuti al terzo piano per la prova di matematica della quinta. Mi promettete che non fate chiasso?", e quando tornò, trovò Salvatore col braccio insanguinato e la finestra spaccata.
Tornando a noi, dicevo di averla detestata. Ed infatti... è stato così. Perché nel fare gli esercizi più scemi, notavo che mi stavo ingarbugliando nei numeri e nei passaggi. Ed ho pensato: cacchio, ma noi abbiamo una prova di matematica. Punto. Poi è stata l'osservazione combinata dei miei genitori, Mary & Doc che mi hanno fatto notare che stavo giudicando prima di conoscere. Cosa che non ho mai fatto tranne che in occasioni accomunate da un Massimo Comune Divisore: il panico.
Strana reazione: quando mi faccio prendere dal panico, vado nella furia incontrollata. Mah. Isteria forse? No, perché riesco a ragionare. Come quando si bloccò la porta e urlai contro il vecchio preside imbecille, che era una vergogna. Lì pure mi sono fatta leggermente prendere dal panico, o quasi. Tutt'al più ero già nervosa di mio, poi le urla della classe, poi l'imbecillità di altre persone... e la consapevolezza che ci sono persone che soffrono di claustrofobia. Devo essere empatica, perché ho sentito la claustrofobia di questi "alcuni", misto al "divertimento" di altri. E non c'ho capito più niente. Ma non era isteria. Perché ragionavo. Quando faccio isteria dico cose che non stanno nè in cielo nè in terra. E' come se mi accanissi a sostenere la teoria che in realtà gli asini volano tramite poteri paranormali comuni solo alla loro specie (per fare un esempio).
Per cui, in quell'occasione, mi sono fatta prendere dal panico. Panico di cosa poi? Di non riuscire? Se ci penso adesso penso che non me ne frega una cippa. Penso solo che prima finisce meglio è. Grazie forse alle osservazioni dei miei genitori & company. Ho focalizzato di nuovo quello che erano e sono tutt'ora i miei pensieri riguardo lo "studiare" in generale, cosa che avevo un po' perso di vista l'anno scorso (e un po' l'anno prima). E con questo ritorno "al passato" sono rinsavita. Dopo dei giorni di lezione, forse ci vedo del potenziale. Forse si lascia un po' prendere dall'entusiasmo (e non so se sia un bene o un male), e qualche volta spiega cose per noi possono essere elementari, se non molto idiote. E qualche volta pretende che noi ci avviciniamo ad un metodo, invece che seguirne un altro forse più veloce ma meno schematico. Ed ho capito che al quinto anno, non devo essere io a dire "questo non ci sta bene" oppure "questo ci sta bene", poiché anche se non dovessi comprendere qualcosa, diciamo che mi so arrangiare, specialmente in matematica e fisica. Mentre sono altri che dovrebbero prendersi la briga di decidere, poiché magari non riescono ad arrangiarsi come me.
Ad ogni modo... vedremo. Queste sono le parole del 19 Settembre. Diverse da ieri 18 Settembre. E totalmente opposte di quelle del 14 Settembre (per cui, in questo senso ha senso questa nuova categoria "Erba mobile") Quindi, per ora mostro bandiera bianca in segno di resa. E vediamo come vanno le cose.
In tutto questo, ho finito un quaderno di algebra.
 
La prof di Storia dell'Arte invece, la vedo abbastanza... no, non saprei dire. E forse è meglio che non dico nulla. Dico solo che è Scenografa. E questo dato di fatto apre ad infiniti interrogativi che date le circostanze, preferirei non pormi. Un esempio? Ok, ve lo concedo: fa la scenografa, okay, e allora perché insegna? Una risposta banale la si può trovare nella domanda stessa, ma in questo voglio essere cieca e sforzarmi di non vederla, poché esistono enormi variabili nelle vite di ogni uomo (e donna) che esiste su questa Terra. Per cui, si vedrà col tempo. Ora non è affar mio. "L'affar mio" è superare quest'anno più seneramente/velocemente possibile. E nel frattempo, ascolterò i suoi consigli come ho ascoltato quelli di Paolo Barbieri mesi fa (a proposito, la sua e-mail - per chi non lo sapesse - è affissa alla porta della mia stanza, verso il corridoio, un ben carattere "merluzzo crudo" - il colore non è opera mia xD).
 
E mi basta tenere a mente una cosa. Cioé che "io credo che 'studiare' non implichi il necessario utilizzo futuro delle conoscenze apprese. 'Studiare', dovrebbe essere la manifestazione di una curiosità propria che nessuno a parte un libro riesce a toglierti". Per ora c'è l'ho stampato nella mente. E mi preoccuperò che rimanga lì, come un cartello affisso. Se tengo questo a mente, ho già fatto l'80% del lavoro.
 
 
 
яose
 
9月12日

Mission: Summer 2oo9!

      Ed eccoci qui, Dopo appena una settimana di "mini-holiday", a fare il solito resoconto estivo. Ho detto solito? No, non sarà il solito. Giusto ieri, ho dato una sbirciata alla "Mission: Summer 2oo8!" e mi è sembrata, a distanza di un anno, un qualcosa di... O_O indicibile O_O! Ragion per cui, quest'anno faccio affidamento su Lilyth e su Rose per raccontarvi queste settimane (eh, già! perché ce n'è anche un'altra, ancora taciuta, che risale a Giugno).
Temo ci sarà molto testo da leggere... e dato che WinLiveSpaces da a disposizione uno spazio limitato per ogni post, lo divido in due parti, due file, linkati qui sotto. Mi riferisco alle immagini, ovvio. La prima vi linka al resoconto dei 5 giorni di Giugno (dal 25 al 30); la seconda, a quello della settimana di fine Agosto - inizio Settembre ( dal 29-08 al 5-09).
Non mi resta altro da dire per ora...
Se non: enjoy.
 
 
 
 
 

                                                                                              

9月1日

Notti: Brave!

Saalve fanciulli insonni! Ancora a cazzeggiare su MSN? Ma BRAVI!
Lilyth e Marielyn in diretta da St.Elpidio. La notte è calma ORA! Le magagne fatte resteranno con noi. Oppure, verranno rivelate in "Mission: Summer 2009!". Mi sento molto... Lilyth. Bene? Male? Con sommo piacere di Rory, posso dire che non me ne fotte un ca**o per fare le fini U_U ma ora, non posso dire di più per cui credo che dovró appendervi.
Restate sintoniati!
8月28日

Post Socialmente Utile (?)

 

Ed è giunto il momento di parlare anche di questo problema, molto comune in tema estivo. Un dramma che vede vittime soprattutto il mondo femminile, di cui stranamente oggi mi faccio portavoce (non è ironia), ma anche sorprendentemente il mondo maschile (soprattutto nelle ultime Ere. Detto questo, l'argomento dovrebbe essere chiaro, quindi al 90% dei casi avete sbagliato intuizione: non si tratta di "Battiti di Cuore Estivi" (per così intenderla, si, questa è ironia), quanto piuttosto qualcosa di molto più recente ed anche spaventosamente letale.

Per cui, senza ulteriori indugi, Signore e Signorine! Ragazze e Bambine (non è ironia: coi tempi che corrono non mi stupirebbe sapere che anche la categoria delle Bambine-Non-Bambine-del-XXI-Secolo sia interessata a questo evento particolarmente Estivo)! L'argomento di oggi è... la depilazione.
Trovate quindi spiegato perché mi sono rivolta ad un pubblico prettamente femminile... benché sappia che quest'argomento sta a cuore anche al alcune categorie maschili - oserei dire che questi ultimi sono anche più interessati delle ragazze - benché non ne abbia mai conosciuto qualche esponente.
Partiamo semplicemente con una piccola definizione: per depilazione, s'intende ovviamente "la rimozione, tramite taglio o strappo, del pelo che naturalmente ricopre le superfici più oscure - e non - del nostro corpo". E fin qui, nulla di nuovo. La riflessione che vorrei fare ora è semplicemente questa: alcune aziende (niente nomi) si stanno da anni impegnando nello scovare la soluzione chimica perfetta, per cui il pelo dovrebbe essere annientato in pochi minuti e ricrescere poi nel massimo tempo possibile. Impresa impossibile?
Visto che non mi piace avanzare Leggi senza prima effettuare dei dovuti esperimenti scientifici indotti a confutare/accettare la tesi (da brava galileiana, come dovrebbe essere per tutti gli studenti dei licei scientifici del mondo), prendiamo in analisi due prodotti, chiamati genericamente "prodotto A", o pA (niente nomi nemmeno qui), e "prodotto B", o pB (ok, il nome ve li faccio: pA=V***; pB=D**** S***).
Le differenze dei due prodotti: il pA è un prodotto spray, mentre il pB è un prodotto spalmabile. Il primo maschera il cattivo odore con un effetto "deodorante" micidiale; il secondo, in dosi eccessive puzza come non mai! Gli ingredienti, non ho avuto modo di compararli, poiché mia madre ha fatto fuori il barattolo di pA... mah... un esperimento scientifico serio che non analizza la chimica dei prodotti...
Ed ora le similitudini: entrambi con valori d'attesa che vanno dai 5 ai 1o minuti; entrambi con potenziale capacità infiammatoria della cute (soprattutto nelle zone più sensibili <_<); insomma, hanno quasi lo stesso utilizzo (il pA si spruzza e il pB si spalma, ma il succo è lo stesso) e le stesse controindicazioni. Ed entrambi per pelli sensibili. Due prodotti che potrebbero essere cugini.
Ed ora: l'esperimento. Effettuato sulla mia cavia personale, ovvero: me stessa.
 
PUNTO 1: L'Efficacia
Il pA:
Procedimento: si spruzza il prodotto sulla gamba destra, uno strato di lozione chimica di più o meno 2 o 3 mm (sulla confezione c'è scritto che "non contano le dosi"). Dopo 5 minuti, i peli più teneri vengono via facilmente con la spatoletta che è uscita in omaggio con la confezione. Mentre quelli più tenaci rimangono al loro posto, impassibili. Per cui, se siete quei tipi che riescono a provare l'esistenza di Big Foot semplicemente osservandosi allo specchio (be' si, un po' come me, diciamo), dovrete ricorrere ai motivi estremi: tra cui, trattare più volte la stessa zona (infischiandovi della controindicazione primaria, ossia quella di NON farlo), oppure... pazienza cicce.
Esito: pA FAILED!
 
Il pB:
Procedimento: si spalma il prodotto sulla gamba sinistra, uno strato di lozione (che, precisiamo: puzza), finché (a detta della confezione) si crea uno strato di robba (è davvero un termine scientifico, sapete? - esatto, questa è ironia: state imparando a conoscermi!) spumosa (ma dato che non verrà mai fuori della robba spumosa, passiamo avanti). Dopo 5 minuti contati, al risciacquo si presenta questa situazione: circa il 2o% dei peli è sparito. Già. Solo il 2o%. Ed il resto 8o%? Semplice: più che essersi disintegrato... si è un tantino contorto, quasi atrofizzato. Ma resta ancora arpionato alla sua radice.
Esito: pB FAILED!
 
 Nonostante l'esito negativo per entrambi, direi però che il pA è più efficace sicuramente del pB
pA -  0 pB
 
PUNTO 2: Pelli delicate?
Il pA:
Osservazioni: il prodotto sembra essere abbastanza delicato sulle gambe. Ma... sulle coscie (in anatomia, ebbene, è quella parte della gamba che reca al suo interno il femore, avete presente? L'osso più lungo del nostro corpo? Non è un termine dialettale "coscia" esiste!)? Ebbene, il pA, applicato sulla coscia destra, comincia a dare una sensazione di calore già dopo ½ minuto. Forse la mia pelle è ultrasensibile... mah! Ad ogni modo, per me boccia l'esame.
Esito: pA FAILED!
 
Il pB: sulla coscia sinistra, il pB comincia a prudere dopo circa 2 ½ minuti! Prudere non è bruciare, lo so, ma è comunque un punto negativo per il prodotto.
Esito: pB FAILED!
Tuttavia, il pB riesce a pareggiare.
pA 1  -  1 pB
 
 PUNTO 3: "Lisce fino a 4 settimane"?! 
Be', per questa verifica non mi resta che attendere. Chissà come andrà a finire quest'emozionante sfida? Quale delle due gambe tornerà al suo stadio iniziale prima dell'altra? Attendete la prossima puntata di quest'emozionante ricerca scientifica, sicuramente molto più utile di quelle che ogni tanto sentiamo venire dalla Nazione a Stelle e Strisce.
 
Ho da aggiungere solo una cosa a questo punto: dato che in 2 ore del mio tempo prezioso non ho ottenuto risultati, (il che va bene se siete scapole - meglio single? - ma se siete delle donne in carriera che necessitano del mostrare un po' di carne per "sopravvivere"? Vi renderete conto che non va affatto bene) il metodo "Omo" è sempre il più efficacie (se cercate metodi indolori): armatevi di schiuma da barba e rasoio: in brevissimo tempo, gambe lisce ed anche profumate al "dopobarba"! Se invece il dolore non vi dispiace (e se avete tanto tempo da perdere) c'è sempre Mrs Ceretta. Oltre ad un altro metodo di Depilazione Permanente. Si esiste... ma non ne parlerò: insomma, ci sono delle Bambine in ascolto!
 
Per ora passo e chiudo.
Scoprirete il resto nella prossima puntata!
P.S: un'ultima cosa. Un regalino che vi lascio mentre sono via. Lo trovate qui.
Si scarica e si un-zippa. Si tratta di un capitolo del manga Doujin Work, che sto adorando (di nuovo, per la 14esima volta)
e che in particolare tratta quest'argomento, anche se in modo del tutto "personalizzato", come sempre! xD
 
Ed ora, non resta che augurare a me stessa un Buon Viaggio e una Buona Settimana.
Ed a voi Buonanotte!
 
xlilithx
 
Aggiornamento del 12 Settembre 2009
Il pA ed il pB hanno retto fino a... 2 giorni dall'applicazione. Alquanto deludente, no? Soprattutto se il pA costa ben 5 euro in più del pB. Mah. A questo punto, ragazze, andate direttamente a cerettarvi: anche se spendete 50 euro, i risultati sono sicuramente più efficaci!
 
8月25日

Discorsi fra Due Giovani Menti

 
«A volte penso… che se il primo Vincent fosse
vissuto abbastanza a lungo… probabilmente il
Vincent Van Gogh che conosciamo, non sarebbe
mai esistito».
«C’è chi sostiene che le forze della natura agiscono in
un certo modo secondo degli schemi già prestabiliti».
«Destino, quindi?».
«Oppure Dio».
«Oppure no».
Restò a fissarla a lungo prima di rispondere.
«Già… oppure no»
8月21日

Disegna alle 5 del mattino: il marito la fucila

 
Un titolo da TG Regionale... eppure non è propriamente così, altrimenti non sarebbe nella categoria "Schizofrenia" vi pare?
Semplicemente, il contatto col letto rivente mi innervosiva stanotte. Per cui, alle 4e47 ho deciso finalmente di alzarmi. Perché proprio a quell'ora? Credo la risposta sia semplice: il sole non è ancora sorto, benché la notte non sia poi così buia quindi puoi permetterti di accendere una lampada senza per questo arrostirti; al contempo, è un'ora molto vicina all'alba... quindi, anche se dovessi inavvertitamente far casino e i tuoi si svegliano, sono sufficientemente risposati per non essere tanto incazzati con te, e nel caso lo fossero, puoi dir loro che quella mosca che ronzava così fastidiosamente intorno al tuo padiglione auricolare ti ha buttato giù dal letto... oppure che il cane ti ha svegliato con il suo abbaiare per farti sapere che è appena tornato dalla sua scampagnata notturna - non è una scusa, Bobby lo fa, ed anche bene. (Bobby non è il mio cane. E' il cane che convive con noi. Detesto definire un essere vivente di mia proprietà. Suona come se avessi effettivamente la sua vita nelle tue mani... e non penso sia affatto così. Bobby per esempio, entra ed esce come gli pare - ma resta sempre nel quartiere - a bighellonare con i suoi amici/amiche a quattro zampe. E nonostante tutto riesce ad essere affetuoso con i suoi... "padroni"? No, meglio "responsabili".)
Ad ogni modo, invece di continuare a leggere "Il Dominio della Regina" (cosa che dovrei riprendere a fare, ma Cersei mi sta leggermente sulle scatole: crede d'esser questa gran Donna, e tuttavia lo è, anche se non esattamente come intende lei) ho deciso di mettere su carta un paesaggio che mi continuava a ronzare in testa. Ce l'avevo sempre lì, davanti agli occhi, e non sono riuscita a chiudere occhio. Risultato primo: ho delle occhiaie da far paura perfino al mostro di Nightmare (che chi ha visto quella serie, sa benissimo che non è il massimo della normalità). Risultato secondo: è venuta un'immagine carina. Risultato terzo: ho realizzato di non saper disegnare degli alberi credibili, e nemmeno l'increspatura delle acque, il che, per un'aspirante Scenografa... non è molto bello. Quel che è strano: con i pennelli è un gioco da ragazzi. Mi chiedo come sia possibile ciò.
Per cui, questo successe stamani. E tuttavia, mi vien da pensare che probabilmente, se avessi un'età prossima ai 30, a quest'ora saremmo in due a cascare sulla tastiera dal sonno: io, ovviamente, ed X (se mai esiste davvero al mondo).
Quella di X è una prospettiva che sta lentamente sbiadendo... a parte qualche sogno in cui compare (sempre meraviglioso, ok, ma è un sogno, ricordalo Rose, i sogni non sono la realtà) non lo Vedo. Ecco, forse sono io che non ci credo abbastanza, però sto cominciando a pensare che sia il Futuro Ipotetico di Tipo B (non è un tempo verbale) ad avvicinarsi. E non il Tipo A. Ed il fatto mi lascia indifferente: si presenti pure un Tipo C che non ho previsto... mi starà bene. Non mi pongo più il problema. Quello che sarà sarà, punto. E, se proprio devo dire la mia, devo ammettere che il Tipo B è di gran lunga più divertente del tipo A, anche se solo quest'ultimo ha il piacere di ospitare il "bel sogno di X".
In conclusione: una bella differenza fra realtà e finzione, ci voleva. Lascio agli altri la Vista, per cui vi comunico che non mi candiderò quest'anno a potenziale Miss Veggenza 2o1o e che dopo 5 lunghi anni sul mio podio, il mio scettro e la mia coroncina a forma di sfera di cristallo, sono pronta a lasciare il posto ad altre giovani in gamba al pari mio e di Cassandra (se questa non è modestia).
Infine, dico solo che certe volte ti sorprendi di quanto in realtà sai di potertela cavare in certe situazioni... che in realtà non arrivano mai sul serio (non so cosa voglia dire ora in questo contesto - dopotutto mi sento quasi sotto l'effetto di un allucinogeno: ho troppo sonno - ma se ci riflettete il discorso è veritiero, come tutti i discorsi di Miss Saggezza (altra modestia? No: rivolgo i miei complimenti a Miss Saggezza. "Grazie Rose, non dovevi. Piuttosto, prova a svegliarti, o cadrai con la testa sulla testiera per davvero". Uao, visto? Ve l'avevo detto che era saggia!).
E tuttavia, per confutare un po' tutto questo discorso appena fatto... spero che almeno riesca a vederlo dal vivo X: una persona del genere, sarebbe davvero un peccato se non potesse esistere... *lo sguardo sognante si sposta verso sinistra, in ricordo*. Ok, non sognante, ma assonnato si. E dopo aver proferito questa battuta di spirito che non fa spirito, vorrei seriamente andarmi a nascondere, o, ancora meglio, cancellare il post. Ma a che servirebbe? Tanto non nuoce a nessuno tranne che alla mia salute mentale, per cui... Buon Divertimento.
Credo che andrò a pranzare. Sperando di non predere i sensi e affogare poi nel piatto (ora che ci penso, sarebbe quasi una dolce fine. L'avete capita la battuta? Peggio per voi.)
 
 
8月18日

Finzione/Realtà

Mi chiamo Shane.

Ho 24 anni.

Ho viaggiato per il mondo.

Amo il mio lavoro.

Parlo cinque lingue.

Sono di buona famiglia.

Sto per sposarmi con l'amore della mia vita.

Perciò sono molto felice.

Spero avremo tanti bambini…

E che abbiano il mio caratterino

E la sua praticità e intelligenza.

Mi chiamo Jesse.

Ho 17 anni.

Non ho mai tirato il naso fuori da casa.

Odio quello che studio.

Non riesco a parlare nemmeno la mia lingua.

Non sono molto ricca, ma non m’importa.

Colui che amo non mi considera.

Non mi posso lamentare.

Non penso più alla mia vita futura:

Non ha alcun senso…

Preferisco restare bloccata in questo Limbo.

 

 
 
8月9日

Restauro Finalmente Completo

 
 
Eccoci qua.
Dopo mesi di fatica, il restauro è finalmente completo.
Poche parole in merito a questo.
 
Come sicuramente si sarà notato, il titolo è cambiato per l'ennesima volta. Non più "° Welcome Here...", "° Something in between madness and reality" e altri titoli che avrò sicuramente dimenticato, in tutto questo percorso. Nessuno di questi mi convinceva per niente a dire il vero, tant'è che li consideravo per lo più, titoli provvisori. Cercavo qualcosa che potesse esprimere per me il mio stato psicofisico in cui barcollo ormai da anni: alcuni giorni, mi sento decisamente cattiva (tant'è che se mi guardo allo specchio, in quei momenti mi sembra quasi che i miei occhi - normalmente color nocciola - siano rossastri, a dimostrazione di quanto il potere della mente possa fare), fredda, indifferente verso qualsiasi stato di cose e talvolte anche altezzosa; per contro, altri giorni mi sembra di essere il pane, nella sua gentilezza, cordialità e ed altre smielate simili (ecco, con questa frase mi sono auto-contrassegnata nel primo stato di cose xD ma sarà che è tardi, gli occhi mi bruciano dal sonno e lo stomaco è in subbuglio). Mi serviva quindi un titolo che potesse rappresentare entrambi queste "personalità". L'idea mi è venuta solo dopo, riflettendo su argomenti decisamente di altra natura. Ho pensato che, effettivamente, unendo queste due "personalità", si ha un perfetto stato di Equilibrio.
Equilibrio che difficilmente riesce a sopravvivere a lungo, ma che, quando accade, riesce a mettere d'accordo tutte le numerose Me racchiuse tra le quattro mura della mia mente.
Per cui, nacque "Λeqüïlïβrïüm". E successivamente, l'immagine che ora fa da seguito al titolo, partendo da una fotografia delle mie scarpe (essì, le scarpe sono mie xD) per poi seguire ogni minima idea attuabile in Photoshop. 
 
L'idea era quella di suddividere il blog simmetricamente, in un lato d'"ombra" ed uno di "luce". Tutto perfettamente in Equilibrio, quello stesso Equilibrio che fatico a mantenere - parlo per me, ma sicuramente forse la maggior parte di voi si troverà d'accordo con me - non perché non ci riesca o non voglia, ma semplicemente perché è qualcosa che non si ottiene semplicemente volendola. Si deve capire, imparare, soffrire se necessario e poi, mettere in pratica passo per passo. Quello stesso Equilibrio che è soprattutto un'utopia, poiché essere esseri umani significa soprattutto vivere nella consapevolezza che la perfezione esiste solo nei sogni.
Direi che mettere Equilibrio in un blog è immensamente più semplice che metterne in una vita intera. E devo ammettere che è stato piuttosto complicato. Calcolare la lunghezza dei moduli predefiniti, per poter in qualche modo rimediare a differenze impossibili da correggere. Comunque sia, alla fine ci sono riuscita, compensando in altri punti (gli Steps di Lilyth e le "Perle di Saggezza" di Rose). Poi ho semplicemente seguito la mia testa. Inserendo qui e là citazioni che mi hanno più o meno segnato (alcune delle quali ornano la mia porta, insieme ad un'altra orda di frasi, versi di canzoni, immagini, et ceteram et ceteram), gif animate sfruttando il lampo di genio (quella del gatto e della sfera di cristallo sono le ultime aggiunte, ma forse si nota dal Non-Sense che sprigionano), e immagini di manga che mi hanno accompagnato tra risate ed elucubrazioni mentali paragonabili a nulla. Il tutto mettendo in contrapposizione i due lati, Lilyth e Rose (sempre escludendo le gif del gatto e della sfera di cristallo, la ragione che mi ha spinto a metterle era la necessità di occupare spazio :P ma se vogliamo possiamo paragonarle alla Follia e alla Lucidità... mah, non so, se trovate un nesso, me lo dite).
 
Notate poi gli elenchi. Gli elenchi sono la cosa, se vogliamo, più importante dopo il Blog: da un lato gli Steps e le Quotes, rispettivamente di Lilyth e di Rose, dall'altro i viaggi in programma (se cliccate sulla meta vedrete delle immagini che segnano l'evento. E' un mio vezzo xD) e quelli ancora da programmare. L'elenco "Vincent in the World", poi, va menzionato a parte, perché racchiude un po' il secondo sogno della mia vita, ovvero poter ammirare ogni singolo quadro di Van Gogh che, come saprete, a parte il Museo principale, che è appunto il "Van Gogh Museum" di Amsterdam, sono sparsi un po' nel mondo. Van Gogh è IL pittore che mi somiglia di più - esclusa pazzia, che in me ancora non si è mostrata... forse in futuro xD - per carattere e per idee (leggetevi la Quote in scorrimento nello spazio di Lilyth, è semplicemente stupenda), e se vogliamo anche per preparazione artistica (cioè zero). Quindi, spero di vedere presto quei due nomi per ora inseriti (Amsterdam e Bruxelles) del color prugna (che vorrebbe dire: "Prossimamente sul Grande Schermo").
Per l'elenco "1 Salto nel Web"... niente, sono dei link che vi portano in altre zone del mio Space e del Web. Non mi bare ci sia nulla da spiegare. L'ho messo da ambo i lati perché riguarda entrambe Lilyth e Rose. i link portano esattamente nella stessa pagina (a meno che non ci sia un errore), l'unica differenza è il carattere con cui sono scritti. Scegliete voi se seguire la strada indicata da Lilyth o da Rose =)
 
Per il resto, credo di aver detto tutto.
Se non il motivo di questi colori un po'... "invisibili" (Mary già mi ha supplicato di metterne di più visibili, ma, mi spiace, credo di non poterti accontentare). Il motivo è semplice: il grigio scuro e il "prugna secca" (se non vi piace il colore mi spiace), sono due colori che secondo me c'entrano in pieno l'argomento ricerca "disperata" dell'Equilibrio. Sono cupi, si. Con poco colore, certo. Ma una ricerca non è mai semplice. Per cui, di conseguenza, non sarà e non deve essere semplice leggere le mie parole.
 
A questo punto mi manderete a quel paese xD
Sappiate che siete liberi di farlo, nei limiti della decenza e cortesemente, in privato. Non vorrei dover eliminare ogni singola parola da voi scritta. Per cui, a questo punto ho anche una soluzione, anzi due: copiate gli interventi su un Blocco Note, oppure evidenziate col mouse: sarà immensamente più semplice leggere, anche se vi brucieranno un po' gli occhi, dopo.
 
Per cui, ho veramente concluso.
Una sola richiesta, per coloro che di solito scrivono su Guestbook: non mi scombussolate nulla. Se dovete apportare immagini, cercate di essere sobri. Non vorrei dover poi disattivare l'opzione: questo spazio è anche vostro, nei limiti del rispetto reciproco.
 
Con questo chiudo definitivamente.
Spero vi piaccia il nuovo volto di Λeqüïlïβrïüm, perche a me piace molto.
Non mi resta che augurarvi buona notte. Buona Visione. E Buona Lettura.
 
 
 
x lilyth x
 
P.S.: dopo tutto questo, dite che ho possibilità di fare la scenografa? xD
7月27日

. . . d o v r e i s e n t i r e q u a l c o s a ? . . .

. . . d o v r e i s e n t i r e q u a l c o s a ? . . .
Quello che sento è la punta della lancia
che sfiora la mia corazza
fatta, si, di buio...
ma anche di altri colpi.
 
Quello che sento è il suono del metallo sul metallo,
l'affanno dei pesanti movimenti,
i crampi del reggere la spada
contro il nemico invisibile.
 
Quello che sento sono i colpi di un altro assalto.
L'ultimo di pochi altri...
...o il primo di troppi?
La corazza si scheggia.
 
Quello che sento è una strana furia
che mi guida in questi momenti.
Voglio andare avanti
anche se la corazza dovesse spezzarsi
e la spada ferirmi...
Ho ancora la mia lama fedele nel pugno.
 
I nemici cadranno
assalto dopo assalto.
Ed oltre a questa sferzata di volontà...
cos'altro dovrei sentire?
5月31日

?

 
 
 
 
 
. . .
5月21日

A.

I Am Annoyed
Scriverò indelebile sulla pelle.
Possibile che debba essere sempre così??
 
 
 
5月15日

(: May of Flame :)

 
Strancose.
Sembrano così lontane, eppure sono così vicine a noi. Ci soffiano sul collo per poi svanire... ma la gente è sempre troppo cieca, troppo sorda, troppo impegnata per accorgersene. Certe cose, stanno proprio dietro l'angolo ad attendere e per l'impazienza fanno un gran chiasso. Eppure, riusciamo veramente a scorgerle solo quando ci si gettano addosso pronti a trascinarci giù verso l'Oscurità.
Ma ho già visto dietro quell'angolo e si può dire che conosca le insidie che vi si nascondono. Non tutte, ma qualcuna si. Altre spero di non incontrarle mai... ma questo è altro. Quello che mi chiedo è diverso. Forse un pensiero decisamente molto poco importante. Molto poco reale, in quanto mi sento quasi in dovere di pormi questa domanda: 
"What Does It Mean to Me?"
E io adesso mi chiedo: deve per forza significare qualcosa per me? Devo per forza trovare una risposta diversa da quella che ho già ottenuto? Perché ce l'ho una risposta. Questa volta si. Ed è che in realtà per me non significa niente. Mi sento estranea. Mi sento assolutamente normale. Mi sento... bene.
Mi sento più avanti. Mi più forte. Più protetta da quello che forse nemmeno più i ricordi riescono a "ricordarmi". Le orecchie sono più sorde, seppur sentano benissimo. E la neuro nemmeno più mi tormenta da Gennaio. C'è ancora quell'indecisione, ma... sento che forse man mano può scomparire col tempo. Sarebbe assurdo pensare il contrario, poiché di fatto le montagne vengono erose dal tempo. Gli angoli si smussano.
 
Anche certi angoli si smussano col tempo. O forse sono io ad averlo limato con la carta vetrata così a lungo e con così folle convinzione che ora c'è solo un po' di polvere sul pavimento che non so cosa si aspetti da me a questo punto: che la butti via definitivamente? Oppure che la usi per fare il calco di un altro altorilievo?
Ma devo deluderla in ogni caso... ho smesso di farmi queste stupide domande. So che non posso eliminare la polvere. So che non posso costruire un castello ancora più grande di quel che sono riuscita a demolire. So che non potrei... per cui, attenderò che il vento ne sparga una parte altrove, lontano da me.
 
Rimarrà un segno sulla pelle, ma nulla di più. E sono ora felice di poter dire con certezza che...
...il Passato non fa più Male.
 
 

untitled.bmp

[Font: Scriptina]

5月10日

And I'll say No

 
Romeo
 
How oft when men are at the point of death
Have they been merry! which their keepers call
A lightning before death. O, how may I
Call this a lightning? O my love! my wife!
Death, that hath suck'd the honey of thy breath,
Hath had no power yet upon thy beauty.
Thou art not conquer'd. Beauty's ensign yet
Is crimson in thy lips and in thy cheeks,
And death's pale flag is not advanced there.
Tybalt, liest thou there in thy bloody sheet?
O, what more favour can I do to thee
Than with that hand that cut thy youth in twain
To sunder his that was thine enemy?
Forgive me, cousin. Ah, dear Juliet,
Why art thou yet so fair? Shall I believe
That unsubstantial Death is amorous,
And that the lean abhorred monster keeps
Thee here in dark to be his paramour?
For fear of that I still will stay with thee
And never from this palace of dim night
Depart again. Here, here will I remain
With worms that are thy chambermaids. O, here
Will I set up my everlasting rest
And shake the yoke of inauspicious stars
From this world-wearied flesh. Eyes, look your last!
Arms, take your last embrace! and, lips, O you
The doors of breath, seal with a righteous kiss
A dateless bargain to engrossing death!
Come, bitter conduct; come, unsavoury guide!
Thou desperate pilot, now at once run on
The dashing rocks thy seasick weary bark!
Here's to my love!
 
O true apothecary!
Thy drugs are quick. Thus with a kiss I die.

Juliet 

 
What's here? A cup, clos'd in my true love's hand?
Poison, I see, hath been his timeless end.
O churl! drunk all, and left no friendly drop
To help me after? I will kiss thy lips.
Haply some poison yet doth hang on them
To make me die with a restorative.
 
Thy lips are warm!
 
Yea, noise? Then I'll be brief. O happy dagger! 
This is thy sheath; there rust, and let me die.