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职业
地点
~ Non ha l'ottimo artista alcun concetto
c'un marmo solo in sé non circoscriva
col suo superchio, e solo a quello arriva
la man che ubbidisce all'intelletto ~

[cit. Michelangelo Buonarroti, 1475-1564]
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11月19日

You know I won't repent for all...

...specialmente di questo.
 
Le cose devono avere un motivo. Altrimenti è più facile che risultino sbagliate. O che non ci interessino.
Io agisco nel mio interesse.
Forse sembrerò priva di qualsiasi legge morale Kantiana? Poco importa. Perché per me una legge morale non esiste.
Il mondo va dove decide di andare il mondo.
Nessuno è uguale all'altro, ci dicono.
Siamo tutti uguali, ci dicono.
Chi ha realmente ragione? Quale affermazione è giusta? Entrambe? Nessuna? La Prima? O forse la Seconda?
Per questo non può esistere legge morale oggettiva.
E a chi importa veramente? A me? A voi? A Qualcuno?
 
Io agisco nel mio interesse, e forse la mia lettera è la K.
L'egoista. O il falso egoista. I cui voti eccezionali non bastano.
Anche questo deve avere un motivo. Ed i voti eccezionali quale motivo hanno se non l'autocelebrazione?
 
Agisco nel mio interesse, e l'autocelebrazione non m'interessa.
La considero una farsa inutile: in fondo, porta quale vantaggio?
 
Agisco per mio interesse e continuerò.
 
Ah, questo sì che è un punto di vista davvero interessante!
11月11日

Frappè di Frutta

 
Corse lungo il vialetto. Poi in strada. Ed oltre quella.
E mentre pensava a come avrebbe fatto ad arrivare in tempo a lavoro, pensò anche che non aveva il tempo nemmeno di pensare. Agire. Correre. Subito. Accompagnata dalla musica martellante, ritmica, ad un volume impazzito che le scoppiave nelle orecchie arrivando a coprire anche il suono stesso dei suoi passi. Il cappotto si gonfiava alle sue spalle come se fosse stato la vela di una nave d'altri tempi. Sbatteva, condotto nel suo folle moto dall'ostacolo dell'aria. Sebbene sentisse il vento freddo sferzarle il volto, non l'aveva abbottonato. Non ne aveva il tempo. E comunque, la corsa scaldò i muscoli quanto bastava; la musica il cuore, infiammandolo di quelle passioni che i filosofi negano e che i poeti servono. Solo il volto è avvolto dal gelo laddove è il vento che lo taglia, che lo schiaffeggia.
Arrivò al supermercato dopo un po', ma arrivò. Forse ce l'avrebbe fatta a fare in tempo.
Consultò la lista che stringeva in mano, stropicciata, un fogliettino di carta strappato da chissà quale rivista. Le parole, scritte in piccolo nella calligrafia di sua madre sembravano quasi recitare una poesia. "Reparto frutta, pere e mele un chilo. E banane. Quattro". Una poesia, oppure un telegramma. "Reparto frutta stop pere e mele stop un chilo". Ad ogni modo, raggiunse il reparto frutta sfrecciando fra i corridoi stracolmi di prodotti di ogni tipo. O meglio: il tipo è lo stesso. Ciò che cambia è solo il nome, uno più strano e singolare dell'altro, partorito da chissà quale genio oscuro.
Non c'era molta gente a quell'ora. Solo pochi solitari e alcuni ritardatari. Schivò chi restava impalato al centro dei corridoi come colto da strane illuminazioni mormorando - o forse urlando - scuse affrettate mentre già voltava l'angolo. Riempì i sacchetti di carta con i frutti, troppo frettolosa perfino per decidere quale avesse un'aspetto migliore degli altri. In quel momento, sopraffatta dalla musica, il ticchettante suono di un orologio inesistente le toglieva la calma.
Imbracciò i sacchetti e si preparò a fare il percorso inverso, ancora più di fretta. Ancora più distratta. Dalla musica. Dal ticchettio che sentiva nel cervello farsi sempre più frenetico. Maurice mi ammazza!
Svoltò un angolo e un'impedimento la fece sbalzare all'indietro. Perse la presa sui sacchetti e la coscienza della forza di gravità per qualche secondo. Finché un dolore più forte del ticchettio e della musica messi insieme le diede coscienza, se non altro, del pavimento freddo. Si concedette il tempo di imprecare sottovoce, oppure no, ancora non riusciva a sentirsi. Il ragazzo davanti a lei, quello che le era venuto addosso, muoveva le labbra senza emettere suono. Per un secondo, riuscì a distinguere chiaramente solo il pavimento sotto di sé e l'espressione insieme stupita, divertita e leggermente irritata del tizio.
Un attimo dopo, questi le strappava le cuffie, riportandola dolorosamente alla realtà.
<...tresti anche degnarti di assicurarti che non ci siano persone in giro, prima di partire in quarta!> stava dicendo. <O almeno toglierti le cuffie quando vai al supermercato>.
Era piuttosto confusa. <Come prego?>. Il suono delle voci sembravano vagamente remote, come fossero molto distanti. Prima fra tutte la sua stessa voce, che in una situazione normale non sarebbe stata comunque altissima.
<Ma sei diventata sorda? Non mi stupirebbe, con un volume così alto. Forza, alzati>. Le tese la mano.
Mano che lei non afferrò. Si alzò però in piedi facendo leva sulle sue gambe, con le sue sole forze. E la mano tornò a pendergli sul fianco. <Tutto bene?> le chiese.
Non rispose, semplicemente, si esibì in un distratto cenno d'assenso. <Sei per caso il figlio dei Doyle?... Dave, se non sbaglio?>
<Veramente è Jake. E tu sei la figlia dei Baker>
<Si. Giusto... Jake>
<Bene, almeno mi credi>. Si chiò a raccogliere delle mele sparse sul pavimento. Fu sufficiente a ricordarle che avrebbe dovuto fare lo stesso anche lei. Ne raccolse un paio, riponendole di nuovo in uno dei sacchetti di carta recuperati. <Posso pensarci io> gli disse. Questo lo fece scoppiare a ridere tanto forte da offenderla: <Perché ridi?> gli rivolse scontrosa.
<Pensavo che se avessi una tale calamità naturale come figlia, mi guarderei dal farla uscire di casa da sola> rispose completamente noncurante.
Questo la innervosì ancora più del suo sorrisetto. Gli strappò di mano la mela che le stava cedendo. <Ma che simpatico!> esclamò.
<Oh, mi trovi simpatico?>
<No>. Raccolse il resto delle mele e cominciò a raccogliere le pere che inondavano di un mare verde il centro del corridoio. Il suo scopo, con quelle affermazioni, era quello di restituire l'offesa... tuttavia, l'unica cosa che ne ricavò, fu solo il nervosismo che provò alla sua nuova ondata di risate, che la costrinse ad allontanarsi di qualche passo per non cadere nell'impulso di urlargli contro. Impulso cui avrebbe voluto cedere, magari decorandolo con qualche istinto violento, tuttavia, pensò che forse avrebbe soltanto scaturito altra ilarità da parte sua: riusciva a notare i muscoli sotto gli abiti. Probabilmente, non lo avrebbe nemmeno scalfito.
<Comunque> cominciò di nuovo Jake, <perché tanta fretta?>.
D'un tratto si ricordò. E quasi le si fermò il cuore nel petto. Giusto: non l'avrebbe nemmeno incrociato se non avesse corso per la fretta di arrivare in tempo da... <Maurice!>. Questo pensiero la spinse a darsi una mossa nel recupero dei frutti. Afferrò una peradietro l'altra con la destra, passandone una alla volta alla sinistra e lanciarla poi nel sacchetto accanto a sé. Tiri brevi e precisi.
<E chi sarebbe?> domandò, prendendo da terra un paio di frutti ed osservarli quasi come se ne fosse attratto <Il tuo fidanzato?>.
<E' il mio capo!> rispose seccata. Tese poi la mano verso di lui. <Le mie pere> intimò.
<Direi che potrebbe essere... non so, una quarta?>
<Intendevo, quelle pere! Non farmi perdere tempo!>
<Ah, queste?>.
Altre risate, ed anche le pere furono raccolte. Mancava solo... <Jake dove l'hai messa?> il tono acido, stanco, nervoso.
L'altro alzò lo sguardo al soffitto, indossando l'espressione del finto tonto. <Non so di che parli>
<C'erano quattro banane prima dello scontro. Ora ce ne sono tre. Dov'è finita l'altra?>
<Non ne ho la minima idea>
A quel punto, l'impulso superò la ragione. E scattò. <DEVO ANDARE A LAVOROOOOOOO!>. Gi afferrò con entrambe le mani il colletto della camicia sprizzando rabbia da tutti i pori. Le stava solo facendo perdere tempo inutilmente: dopotutto Maurice se la sarebbe presa con lei, solo con lei. Non con Jake. Non con sua madre, che si era presentata con la lista delle commissioni all'ultimo momento. <Te lo ripeto una sola volta ancora: dammi quella banana!>
Un colpetto di tosse sopra la sua testa distolse la sua attenzione da Jake. Un'anziana signora li osservava contrita dall'alto, una maschera di rughe il volto, la borsetta tenuta stretta al petto con due mani. <Giovanotto...> cominciò a dire, incerta <questa ragazza la sta forse importunando?>.
Per un istante, gli sguardi di Jake e Will s'incrociarono, perplessi. E fu Jake a parlare subito dopo: <Be', forse non avrei dovuto fare commenti sulle pere della signorina>.

10月15日

...rumore

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Silenzio!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
10月8日

Non si tratta di aforismi

 
"...che poi non è affatto vero che quando si studia un nudo,
immancabilmente si perde anche il proprio senso del pudore.
Caso mai è nel pensarci con malizia che quindi lo si perde.
Perché il pensare e lo studiare sono due cose completamente differenti:
nel primo caso, è la mente che tortura l'individuo con immagini
che immancabilmente finiscono per collimare nella malizia,
la quale porta il soggetto a perdere se stesso in codesti pensieri
che stenta a reprimere, con l'unico effetto di renderli più forti,
questi pensieri, questa malizia;
nel secondo si fa fronte a quello che è la realtà, quello che vuole esprimere,
quello che vuole sottolineare: si tratta della bellezza della natura, e
la natura, in quanto tale non crea né accentua malizia che già non
esista nell'uomo torturato dalla sua irrefrenabile passione sensuale."
 
10月6日

Favole e Scienza

"
C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese lntano, una principessa di nome Genoveffa. Costei, passava tutte le sue giornate guardando dalla finestra piangendo e pregando. Guardava dalla finestra le coppie felici scambiarsi amorevoli effusioni; piangeva perché pensava, guardandoli, che avrebbe voluto anche lei qualche bel principe da amare; pregava la Madre e la Vergine affinché esaudissero il suo desiderio di trovarlo. Purtroppo, ed a corti tutti lo sapevano, non c'erano rimasti principi: erano tutti andati a cercar moglie nelle corti dei nobili di più alto rango e per lei, la piccola principessa sola, erano rimasti soltanto gli uomini brutti, villani e rozzi delle famiglie nobili di rango più basso.
Disperata, la principessa Genoveffa fuggì dall'ultimo pretendente che le si era presentato al suo cospetto ed arrivò ad una sorgente di acqua pura, che in una piccola cascata, alimentava il fiume che costeggiava la vallata in cui viveva. Qui, pianse ancora e pregò con più fervore, specchiandosi in quelle acque limpide e pure come il suo cuore di fanciulla.
<Ti prego, dio dai sette volti. Ti prego Madre, ti prego Vergine. Esaudite la mia richiesta!>.
All'istante, comparve una donna vestita di stracci. <Tu ci chiami, bambina, dicci, cosa desideri così ardentemente?>.
<Vorrei trovare l'anima gemella> confessò.
<Ed ecco, io ti dico: torna a casa e siedi alla fontana del chiostro del tuo castello. Lì troverai quello che cerchi per fermare le tue lacrime>>.
La principessa ubbidì: tornò al suo castello, andò al chiostro e sedette al bordo della fontana. Ma non vi trovò nulla. All'istante, cominciò a piangere di nuovo, convinta che il dio dai sette volti l'avesse ingannata. Come in risposta alle sue lacrime, un rospo prese a gracidare furiosamente.
<Croak croak!!>.
<Oh, scusa, piccolo ranocchio... piango, perché non ho nessuno da amare!>.
Il ranocchio gracidò ancora, concitato. Come se volesse farsi avanti in una specie di proposta.
<Tu? Ma sei solo un ranocchio. Non posso sposare un ranocchio... ma forse puoi diventare mio amico!> La principessa fu così entusiasta dell'idea, che subito, per ringraziarlo, baciò il ranocchio. Ed un attimo dopo, il ranocchio divenne uno splendido principe. Così i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti da principe e principessa.
"
 
Stopstopstop.
Che cosa leggo? Domanda ovvia: è una mia versione sintetica e reinterpretata del "principe ranocchio" (a proposito, è una favola dei fratelli Grimm, se siete interessati), ma il punto non è questo...
Cercate di collegare le cose: principessa triste, visioni eteree... RANOCCHIO!
Non vi ricorda qualcosa? Vi rinfresco la memoria.
Alcune specie di rane (e piante, circa il 40% delle famiglie), producono alcaloidi. Ovvero sostanze tossiche, che sostanzialmente servono per tenere lontani i predatori. Autodifesa per la rana (o la pianta) in questione... ma... per l'uomo? Be', può essere una sostanza sia dannosa che salutare, dipende dalle dosi di cui si fa uso. E dopotutto, ne facciamo largo uso nel nostro vivere quotidianamente. Basti pensare alla caffeina, una sostanza che crea dipendenza, eppure che aiuta la digestione e stimola il sistema nervoso centrale nonché la frequenza cardiaca.
Ebbene, viene tutto da qui. Ma la cosa che volevo sottolineare (e che, mentre pensavo alla favola, mi ha lasciato molto perplessa) è che della cosiddetta "famigliola felice" degli alcaloidi, fa parte anche l'oppio. Ora, se vi stupivate da piccoli del fatto che la principessa, una volta baciato il ranocchio, vedesse il principe... be'... ecco spiegato il mistero!
Come vedete, anche le comuni favole nascondono molto più di quello che sembra.
 
 

 

Sembra!
...ma non è.
 
第 1 张,共 29 张
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Adalascia发表:
Milady... Grazie del vostro passaggio... mi ha fatto assai piacere riceverla, perdonatemi se non vi reco alcuna immagine o particolari parole sagge, in fondo è giusto il pensiero che conta...
"L'Amicizia è un qualcosa che facilmente si può spezzare, ma si deve avere pazienza che voi il Legame viene sempre e comunque unito."
Credo che voi già sappiate a cosa mi riferisco (ahahahah)
Buon Fine Settimana, amica mia...
 
Adalascia G.B
11 月 7 日
MartyLa发表:
Buona sera bel blog ma quei disegni che ho visto a matita li hai fatti tu???bellissimi se ti va passa nel mio blogguccio!siao siao
8 月 9 日
Non vi ho ringraziato per il vostro passaggio,  e le parole che avete continuato a usarmi anche in uno dei miei periodi più lunghi di silenzio...
 
 
Grazie...
8 月 9 日
Ti porgo un'emozione
portala al cuore,lasciala libera di espandersi nella tua anima,
accarezzala dolcemente, respira il suo profumo,vivila, vivila più che mai
la sua verità di esistere...meravigliosamente..Hola Madame
                                                                Au revoir Rosa rossa
                     
5 月 12 日
Sono spiacente nel comunicarle Madame, che vi ho già provato più di una volta...
Ma ho perso le sue tracce ormai da tre anni...
Comunque grazie ancora per le vostre visite, che sono sempre gradite ^-^!!!
 
Au revoir ^-^!!!
4 月 29 日